4 Marzo 2026

Doppia vittoria 3-0 per la nostra Under 16 Blu

Doppia vittoria 3-0 per la nostra Under 16 Blu

🏐 Sabato 28 febbraio, contro Ata Rossa nel campionato csi

Il commento di Teresa: “Una partita con alti e bassi, vinta nonostante un po’ di errori e imprecisioni. Ripartiamo più grintose, determinate e più squadra, possiamo dimostrare molto di più!”

🏐 Domenica 1 marzo, contro Piné nel campionato Fipav

Il commento di Maria: “Questa partita è stata entusiasmante. Abbiamo vinto i primi due set giocando bene, in alcune fasi un po’ distratte. Il terzo set, che è stato il più faticoso, li abbiamo chiuso con una fila di bellessimi ace, gasandoci e divertendoci tutte insieme, sia quelle in panchina che quelle in campo! Forza Marzola!!!”

Il commento di Zeus Tsipros : “L’atmosfera, ancor prima che il pallone sfiori il parquet, è già un campo di forze invisibili. L’aria vibra, attraversata da una tensione che sembra elettricità pura. Due squadre, un solo destino: la vittoria. A qualunque costo. Nella pittoresca Povo, il piccolo palazzetto non è più un semplice edificio: respira, pulsa, vive insieme alla folla che lo riempie fino all’ultimo gradino. Le tribune fremono, i muri tremano sotto il fragore degli applausi, il tamburo batte come un cuore impazzito e la tromba urla come una creatura mitica, evocando spiriti di battaglia e accendendo il fuoco nelle vene delle giocatrici.
La partita ha inizio. I punti si alternano come colpi di spada, la tensione sale e scende come mare in tempesta. Il punteggio oscilla, instabile come un pendolo sospeso tra speranza e timore. È un duello feroce, un confronto senza tregua, un combattimento in cui nessuna delle due squadre è disposta a cedere terreno.
Il primo set cade nelle mani della squadra di Marzola: 25–22. Una vittoria conquistata con fatica, con coraggio, con anima. La prima battaglia è vinta. Il secondo set segue lo stesso destino: 25–23. Sudore, corsa, respiro spezzato, ma soprattutto volontà. La seconda battaglia è conquistata. E la vittoria finale comincia a brillare, lontana ma visibile, come una luce che squarcia l’oscurità di un tunnel profondo.
Nel terzo set, però, la stanchezza si posa sulle gambe come piombo, annebbia la mente, rallenta i riflessi. In un attimo, il punteggio si capovolge. Time-out. L’allenatore, figura quasi leggendaria, richiama le sue guerriere. Le giocatrici formano un cerchio attorno a lui, come un antico rituale prima dello scontro decisivo. La sua voce, ferma e carica di autorità, le attraversa come un’onda: istruzioni, coraggio, fuoco. «Non si molla mai. Neanche quando tutto sembra perduto. Si dà tutto. Sempre. Per superare ogni limite.»
E allora accade l’impossibile. Le loro pupille si accendono come braci che tornano a bruciare. Rientrano in campo non più come semplici atlete, ma come guerriere consacrate alla battaglia. Leonesse. Pronte a difendere ogni punto come fosse l’ultimo respiro. La partita riprende. Punto dopo punto, con cuore, con ferocia, con fede, ribaltano il destino.
L’ultimo fischio dell’arbitro cade come un tuono liberatore. Il tabellone segna 25–23 per la nostra squadra. Un’altra battaglia è vinta. Ma il vero trionfo non è nei numeri: è nella reazione, nella forza d’animo, nella volontà indomabile che ha cambiato il corso della partita.
Hanno vinto. Hanno lottato. Hanno meritato ogni applauso. Dodici vere leonesse, scolpite nella memoria di chi ha visto questa impresa.

Che emozioni! Grazie ragazze!”